Analisi sensoriale: scegliere la giusta metodologia in base all'obiettivo

Analisi sensoriale: scegliere la giusta metodologia in base all'obiettivo

Non solo product test, le analisi sensoriale come metro di giudizio per un futuro successo sul mercato
Mangiare un piatto di pasta, provare un nuovo detersivo per il bucato, prendere il bus per andare a lavoro, sono tutte azioni che svolgiamo quotidianamente e durante le quali volenti o nolenti valutiamo ciò che ci circonda: “questa pasta è troppo al dente”, “il sugo è insipido”, “la fragranza del detersivo è fresca”, “i colori utilizzati sono troppo accesi”….  In modo inconsapevole ognuno di noi misura e valuta quello che percepisce da un prodotto o da un servizio attraverso tutti o alcuni dei suoi sensi: tatto, olfatto, vista, udito e gusto. In poche parole, ogni giorno effettuiamo in modo superficiale un’analisi sensoriale.

Negli ultimi anni le aziende, specialmente nell’ambiente agroalimentare, sfruttano le potenzialità di ricerche di mercato incentrate su product test, che grazie ad opportune metodologie statistiche sono in grado di rispondere alle esigenze nate in ambito innovazione di prodotto, controllo qualità e comunicazione.
Per ottenere risultati fruibili e rappresentativi, nelle analisi sensoriali è necessario rivolgersi a specialisti delle analisi di mercato come UBM Consulting Bologna, che sono in grado, in base agli obiettivi prefissati, di indirizzare il cliente verso la giusta metodologia da seguire. L’analisi, difatti, in base alle necessità, può essere svolta da persone differenti e con un diverso grado di esperienza:
  1. Il tecnico o esperto della produzione
  2. Il giudice sensoriale
  3. Il consumatore finale
Il tecnico della produzione è una persona che lavora all’interno dell’azienda ed è in grado di fornire una valutazione immediata sulle caratteristiche del prodotto, controllando quotidianamente le varie fasi produttive (tecnologo alimentare, caseario…).

Il giudice sensoriale, che può essere interno od esterno all’azienda, è una persona addestrata che è in grado di misurare il più oggettivamente possibile le caratteristiche di un prodotto/servizio scomponendo la valutazione in base ai sensi utilizzati per analizzarlo. La figura più conosciuta è il sommelier. Il risultato di questa analisi è una scheda di prodotto che viene redatta da un gruppo di 8-10 giudici sensoriali chiamati ad effettuare la valutazione contemporaneamente, nello stesso luogo e nelle stesse condizioni. Le potenzialità di questa analisi sono ampie, soprattutto in termini di comunicazione. Infatti, mentre fino a qualche anno era determinante produrre in funzione delle esigenze del consumatore, ora è diventato determinante comunicare in modo efficace. Un esempio di comunicazione a seguito di un’analisi sensoriale si può avere pensando alle etichette dei vini. Attraverso quest’analisi un produttore è in grado di: verificare se un nuovo prodotto rispecchia le caratteristiche stabilite a priori, valutare la qualità delle materie prime al fine di scegliere quelle con il miglior rapporto qualità-prezzo, individuare le caratteristiche da utilizzare in chiave di comunicazione e story telling, fornire una garanzia di qualità al buyer, supportare l’agente di vendita nella sua mansione, individuare i punti di forza e i punti di debolezza del prodotto e confrontare il proprio prodotto con i competitor.

Il consumatore finale, infine, è colui a cui è destinato il prodotto/servizio. Il suo giudizio è molto più semplice rispetto a quello di un giudice sensoriale, perché si limita a comunicare il suo grado di soddisfazione soggettivo, ma determina la vita del prodotto sul mercato.  Grazie ai product test, che UBM è in grado di effettuare sia a locazione domestica che centrale, siamo in grado di determinare il gusto del consumatore sulla base delle loro variabili anagrafiche, così da intersecarli con le valutazioni dei giudici sensoriali e trovare il prodotto più adatto per i vari target.
 

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